Mi riferisco a questo. Poi ci ho pensato ancora su e alla fine credo che in realtà insomma, proprio sul piano dell’immaginario, la cosa di dire agli oppressi «porgete sempre l’altra guancia», «amate i vostri nemici», ecc., negandoci non solo la possibilità di rispondere con violenza (cosa a volte necessaria) alla violenza su cui lo sfruttamento si fonda, ma persino quella di difenderci o scappare, e al contempo riservando esclusivamente a sé la possibilità di agirla, di agire «per conto del padre» una violenza enorme, “apocalittica”, somiglia molto più a ciò che poi storicamente il cristianesimo è stato di gran lunga prevalentemente, per esempio con le crociate e i colonialismi più genocidi della storia: se spingi gli oppressi a subire la violenza degli oppressori riduci il conflitto sociale “di classe” interno a ogni società, che potrebbe portare a maggiore eguaglianza; e se al contempo legittimi solo la violenza apocalittica “del padre”, o “tua per conto del padre”, consegni a papi e re la possibilità di dirottare il risentimento che inevitabilmente monterà negli oppressi, quanto più si sforzeranno di attenersi al precetto di subire la violenza degli oppressori, partecipando da soldati alle guerre contro gli oppressi di qualche altro territorio, o comunque appoggiandole; come probabilmente accadrà di nuovo.
Anno: 2026
Salvarsi
Diversamente da René Girard credo che il desiderio non sia solo e nemmeno prevalentemente mimetico, ma principalmente innato, e d’altro canto non importa che origini abbia perché determini in un gruppo sociale rivalità crescenti, secondo dinamiche spesso molto meno schematiche rispetto a quella tratteggiata da lui, ma ugualmente distruttive; credo però abbia parecchia ragione sul ruolo fondativo e rifondativo, all’interno di ogni società, della dinamica sacrificale del “tutti contro uno”, o del “tanti contro pochi”, sempre i più fragili.
Alcune tesi sul Municipalismo Libertario – Murray Bookchin, 1984
Da Anarchy: A Journal of Desire Armed,
N. 13, autunno/inverno 1986.
Traduzione parziale, ancora in corso,
del testo come pubblicato qui.
Storicamente, teoria e pratica sociale radicale si sono focalizzate su due aree dell’attività sociale umana: il posto di lavoro e la comunità. A cominciare dagli albori dello Stato-Nazione e poi con la Rivoluzione Industriale, l’economia ha acquisito una posizione predominante rispetto alla comunità non solo nell’ideologia capitalista, ma anche nei vari socialismi, libertari e autoritari, che emersero all’inizio del secolo scorso. Lo spostamento da un’enfasi etica a una economica sul socialismo è un problema di vaste proporzioni che è stato ampiamente discusso. Ciò che è più rilevante per il tema che stiamo trattando ora è che gli stessi socialismi acquisirono presto inquietanti tratti borghesi, uno sviluppo che si rivela nel modo più evidente nella visione Marxiana secondo cui l’emancipazione umana si ottiene attraverso il dominio sulla natura, un progetto storico che avrebbe richiesto il “dominio dell’uomo sull’uomo”, secondo la spiegazione Marxiana e borghese dell’emergere di una società divisa in classi come “precondizione” dell’emancipazione umana.
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“Hotspot Wi-Fi” di Android fa rete locale tra i dispositivi connessi
Probabilmente moltu sanno che Android ha una funzione “Hotspot Wi-Fi” (sul mio cell con Android GO 12 si può attivare e disattivare da “Impostazioni” > “Rete e Internet” > “Hotspot e tethering” > “Hotspot Wi-Fi”) che tipicamente viene impiegata per usare da altri dispositivi la connessione dati a internet del dispositivo su cui viene attivata.
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