La sedia sacra – un sogno di tanto tempo fa

Sono in una specie di campeggio gigantesco, un bel posto – in realtà bei posti, molto diversi tra loro, perché il territorio è enorme; non è propriamente vacanza, ma anche sì; siamo all’aperto, ci sono varie tende, in cui dormono dei nuclei di persone, ma insomma nelle tende non ci si sta molto, a quanto pare si sta più fuori, anche se io non so bene cosa facciano fuori gli altri; io sono in una di queste tende, in un’area abbastanza periferica del campeggio, abbastanza bella; c’è un albero di fianco alla tenda, i rami usati per sostenerla; è pomeriggio inoltrato, tipo mezza estate; sono in questa tenda e ci sono molte cose in cui potrei «perdermi», oggetti macchinari attrezzi di tutti i tipi; non c’è nessun altro nella tenda oltre a me, e io sono molto spaesato; mi pare la mia tenda, e allo stesso tempo è nuova; mi pare di riconoscere tutto, e allo stesso tempo che sia tutto nuovo; ma non so come sto, la mia situazione interna è un po’ un limbo con grandi punti interrogativi; in particolare, non ho la minima idea di chi ci sia in quel grande campeggio lì intorno oltre a me, non so facce, non so niente, oltre a me che riconosco la situazione, e mi pare nuova; non sono preso male ma ho queste domande, allora esco per vedere se incontro qualcuno: di star lì a giocare con i vari attrezzi da solo in quel momento non ho voglia, voglio vedere le persone; esco, e passa un tipo che, nella realtà, vedevo nella piazza dove andavamo, e che non ho mai frequentato molto; mi saluta come conoscendomi parecchio, e normalmente, con un certo affetto che non è direttamente per me ma è anche per me. Continua a leggere La sedia sacra – un sogno di tanto tempo fa

Un sogno risalente almeno al 2005

Dal mio “file dei sogni”

…prima, in salento, una notte ho sognato che vivevo in una casa poverissima e un po’ diroccata con mia madre, mia madre mi diceva di andare da qualche parte, per farle una commissione, io ne avevo abbastanza voglia, uscivo e cominciavo a camminare per una città tutta mezza distrutta, distrutta da tempo, ma viva, con piante che crescevano tra i palazzi diroccati, sulle rovine nelle rovine, e gente, non molta, che andava e veniva … e camminavo e a un certo punto era notte, molto chiara per via della luna, e io mi fermavo a guardare la luna, piena, grossa, bianca nel cielo … mentre la guardavo, avveniva un’eclissi lunare … la terra tra il sole e la luna … la luna da bianca si faceva arancio sempre più scuro …. e succedeva questa cosa stranissima e per me meravigliosa: man mano che entrava nel cono d’ombra della terra, la superficie lunare, dal lato da cui la vedevo io, cominciava come ad aprirsi strato su strato, una cosa di sabbie e via via altri materiali più profondi che si scostavano ecc., e via via io vedevo dentro la luna, tutti i vari strati di cui era composta aprirsi via via fino al nucleo, che si scopriva nel momento in cui la luna era al centro del cono d’ombra, ed era bellissimo … il nucleo solo per un attimo, ma non era un nucleo freddo era un nucleo caldo, poi subito dopo via via che usciva dal cono d’ombra, il processo inverso.

Questo sogno mi ricorda questa canzone dei Massimo volume.