Skinamarink

Una volta, da piccolo, avrò avuto tra i 6 e gli 8 anni, ero a casa con mio padre perché avevo una influenza forte, con febbre alta arginata da qualche farmaco. Dopo aver mangiato per pranzo, con poca voglia, una minestrina preparatami da lui, tornai a letto ed ebbi, tra sonno e veglia, quello che ancora ricordo come l’incubo peggiore della mia vita. Mentre stavo lì sul letto, mio padre entrò in camera e abbassò la tapparella in modo tale per cui la sua estremità inferiore toccava il davanzale, la sua parte inferiore era completamente chiusa, ma nella parte superiore rimanevano, tra i listelli, delle fessure da cui entrava un po’ di luce. Questo probabilmente avvenne nella realtà, e io poi, in sogno, guardando la luce che filtrava tra i listelli della tapparella, in alto, sentii una vocina strana, molto acuta, che sembrava venire da qualche parte vicino, davanti o dietro la tapparella, e che disse “Tuo padre è morto”, e io in quel momento “capii” che era stato decapitato dalla tapparella, e ne fui così terrorizzato che non riuscivo più a muovermi nel letto e l’idea di alzarmi e passare di fronte alla tapparella mi spaventava a morte. Nel sogno entrò poi in camera mia nonna, andava verso la tapparella e pensai volesse risollevarla, avrei voluto avvertirla che era pericolosa, che aveva ucciso mio padre, che c’era qualcuno che forse l’aveva usata per farlo, ma non riuscivo nemmeno a parlare. Mia nonna aprì la tapparella e la tapparella subito si richiuse, la vocina disse “Tua nonna è morta”, io immaginai che mia nonna fosse stata decapitata dalla tapparella, come già mio padre, ma non riuscivo nemmeno a sporgermi dal letto per guardare se sul pavimento davanti alla finestra ci fossero i loro corpi. In seguito entrarono altri miei parenti, e ogni volta andava come già ho raccontato riguardo a mia nonna. A un certo punto mi svegliai, senza rendermi conto di svegliarmi e quindi convinto che tutto quello che avevo visto fosse accaduto davvero. La tapparella era alzata, forse nella realtà mio padre nel frattempo era entrato e l’aveva rialzata. Con la luce mi sentii un po’ meno terrorizzato e riuscii a sporgermi dal letto e guardare sul pavimento: ovviamente non c’erano corpi, ma pensai che forse erano stati spostati, o fatti sparire in qualche modo, e sebbene un flebile dubbio che tutto quello che avevo visto fosse stato un sogno cominciasse a farsi strada in me, rimasi quasi convinto che tutti quei miei parenti, che erano quelli a me più cari, fossero morti. Il gatto che avevamo allora, un micino bianco e nero, giovane a quel tempo, si spostò dai piedi del letto e venne ad accoccolarsi sulla mia pancia. Cominciai a piangere e presi ad accarezzarlo mormorando “È finita, è finita”, e continuai a piangere a lungo: pensavo di essere rimasto solo al mondo, a parte lui. Poi sentii dei rumori in cucina, mi alzai e andai alla porta della mia camera, che era chiusa, e ascoltai con attenzione. Qualcuno stava lavando i piatti. Forse era mio padre, forse davvero avevo sognato. La paura di scoprire che non era così era fortissima e rimasi a lungo in piedi davanti alla porta chiusa con la mano sulla maniglia, ma ascoltando i rumori che venivano dalla cucina andavo convincendomi un po’ di più che fosse stato tutto un sogno e dopo un po’ aprii la porta, con grande ansia andai in cucina e vidi mio padre che stava asciugando i piatti. Mi chiese “Come va?” e risposi “Ho fatto un incubo tremendo”, forse aggiunsi “ho sognato che morivate tutti”, forse poi gli raccontai il sogno più nel dettaglio, non ricordo, comunque dopo questo episodio, per qualche giorno, prima di andare a letto la sera ci guardavo sotto perché temevo di trovarci i corpi di qualche parente o amico (in particolare di mia nonna).

Credo tutto questo risulti tutto sommato abbastanza normale a chi ricorda com’è essere bambini, e che possa risultare strano solo a chi non lo ricorda più.

Skinamarink è un film che tenta di far vivere o rivivere questo tipo di esperienze oniriche infantili a chi lo guarda, e con me ci è riuscito abbastanza bene, nonostante a tratti mi abbia un po’ annoiato, però lo consiglio solo a un pubblico adulto, perché temo che invece per un pubblico giovane rischi di essere troppo terrificante, temo rischi di amplificarne le paure invece di aiutarlo ad affrontarle.

Quello che segue è un po’ uno spoiler, con una interpretazione mia del film, un po’ scherzosa e un po’ no. Per leggerlo basta selezionarne il testo nascosto.

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