For an anarchic International (an approximate manifesto)

Thursday, May 5, 2022

(last modified on
Thursday, July 14, 2022:
minor changes)

The pandemic of covid and its variations, that as of today directly caused more than 6 millions deaths in the world, and indirectly caused more than 15 millions, is for the most part a consequence of the environmental devastation caused by capitalist exploitation of the whole living [1] [2] [3], and of the material and cultural misery it determines and pursues.

The onset of new pandemics and their increasing frequency were foreseen by many scientists (see the previous links). Nonetheless, even in the richest countries, the pandemic stroke after a long period during which nothing was done by those who could do the most to reduce the risk that those predictions foresaw; instead, they weakened further the public health systems (the italian one, for example, had undergone massive cuts during the previous ten years, which were made by institutional right, center, left parties to almost identical extents: see [1] and [2]).

The anti-covid vaccines which are currently disposable in the richest countries do work: they are statistically very effective in preserving people who accept to get vaccinated from getting ill, although they provide a rather brief cover. But, despite the fact their development was financed to a great extent by rich states with money from tax payers, these same states in developed countries buy them at a price per dose that is up to 24 times its cost of production, while the states where the large majority of the people of the world lives can’t afford to buy them and the bosses of pharmaceutical multinationals producing them don’t remise, not even temporarily, to the related patents, and don’t publish the know-how that’s necessary to build the machines to produce them, nor are they disposable to help in building these machines and to train the people who could use them within less rich and poor countries.

This way, the covid and variants pandemic will never be defeated, and other, new pandemics will happen more and more frequently.
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A draft of some HTML extensions and one “browser rule” to secure web end-to-end encrypted communications

[Last edited on Friday, May the 20th, 2022, 07:30]

Nowadays there’s a huge security problem with webapps claiming to provide end-to-end secure encryption. The problem does not reside into end-to-end encryption itself: it can be secure enough for every kind of end user, when it’s well implemented and its implementations are periodically enough audited by affordable third parties. The main and by far biggest problem with end-to-end encryption through webapps (that is, through web sites) currently resides in the fact that any webapp, with its javascript client-side code, is delivered to any user – that is you, me, anyone else – every time he/she/* opens a “page” (an URL). This means that there can’t be any effective auditing activity by affordable third parties to ensure a webapp claiming to be secure does what it should and does not what it shouldn’t, since any malicious actor with access to the web server(s) it runs on could at any time change the code to steal any (possibly targeted) user’s supposedly client-side-only and secure data.

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Un incontro

Stamattina, come al solito, più o meno, ho fatto un giro al parco, quello più vicino a casa. A un certo punto mi son seduto su una panca per fumare una sigaretta.
Sento un rumoretto di ghiaia calpestata, do un’occhiata dietro la mia spalla destra, vedo risalire camminando lentamente lungo la stradina sterrata di fianco al pratone-bassopiano un uomo molto barbuto, di barba bianca e lunga abbastanza curata, dall’aspetto per il resto un po’ dimesso, che spinge una bici da città vecchiotta con telaio grigio scuro e sul retro borse portarobe piene di non so e sul davanti una cesta sotto il manubrio, vuota.
Quando arriva all’altezza della panca su cui son seduto si ferma una prima volta, mi volto ancora, ci guardiamo un po’, gli sorrido, resta serio. Poi di nuovo lo fa mentre è proprio alle mie spalle. Poi un po’ più avanti. Al che gli dico «Ciao, vuoi una sigaretta?»
«Non fumo più», risponde, e si avvicina. Mi scanso un po’ sulla panca, si siede.
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Da “La devastazione dello spazio vitale”

Da La devastazione dello spazio vitale, capitolo terzo di Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, di Konrad Lorenz, 1973 – con un commento mio alla fine

La fretta affannosa del nostro tempo, di cui avremo occasione di trattare nel prossimo capitolo, non lascia il tempo agli uomini di vagliare le circostanze e di riflettere prima di agire. Ci si vanta anzi, da veri incoscienti, di essere dei “doers”, della gente che agisce, mentre si agisce a danno della natura e di se stessi. Veri misfatti vengono oggi compiuti dovunque con l’uso di prodotti chimici, per esempio nell’agricoltura e nella frutticultura dove servono a distruggere gli insetti; ma in modo quasi altrettanto irresponsabile si agisce con i farmaci. Gli immunologi manifestano serie preoccupazioni anche per quel che riguarda l’uso di farmaci molto diffusi. Il bisogno psicologico di avere tutto subito, su cui mi soffermerò nel quarto capitolo, fa sì che alcune branche dell’industria chimica diffondano con delittuosa leggerezza dei medicamenti il cui effetto a lungo termine è assolutamente imprevedibile. Sia per quanto concerne il futuro ecologico dell’agricoltura, sia in campo medico, vige una quasi incredibile superficialità. Chi ha cercato di mettere in guardia contro l’uso indiscriminato di sostanze tossiche è stato screditato e messo a tacere nel modo più infame.
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Idefix

La timeline locale di ogni istanza Mastodon porta solo i toot (i post) pubblici dellə utentə della stessa istanza. Sulla timeline locale è quindi facile, volendo, conoscere persone che ancora non si conoscono e che hanno account sulla propria stessa istanza. La timeline federata porta i toot pubblici della timeline locale più i toot pubblici di quellə utentə di altre istanze che sono seguitə (lə utentə, non le istanze) da qualcun* che sta sulla propria.
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La sedia sacra – un sogno di tanto tempo fa

Sono in una specie di campeggio gigantesco, un bel posto – in realtà bei posti, molto diversi tra loro, perché il territorio è enorme; non è propriamente vacanza, ma anche sì; siamo all’aperto, ci sono varie tende, in cui dormono dei nuclei di persone, ma insomma nelle tende non ci si sta molto, a quanto pare si sta più fuori, anche se io non so bene cosa facciano fuori gli altri; io sono in una di queste tende, in un’area abbastanza periferica del campeggio, abbastanza bella; c’è un albero di fianco alla tenda, i rami usati per sostenerla; è pomeriggio inoltrato, tipo mezza estate; sono in questa tenda e ci sono molte cose in cui potrei «perdermi», oggetti macchinari attrezzi di tutti i tipi; non c’è nessun altro nella tenda oltre a me, e io sono molto spaesato; mi pare la mia tenda, e allo stesso tempo è nuova; mi pare di riconoscere tutto, e allo stesso tempo che sia tutto nuovo; ma non so come sto, la mia situazione interna è un po’ un limbo con grandi punti interrogativi; in particolare, non ho la minima idea di chi ci sia in quel grande campeggio lì intorno oltre a me, non so facce, non so niente, oltre a me che riconosco la situazione, e mi pare nuova; non sono preso male ma ho queste domande, allora esco per vedere se incontro qualcuno: di star lì a giocare con i vari attrezzi da solo in quel momento non ho voglia, voglio vedere le persone; esco, e passa un tipo che, nella realtà, vedevo nella piazza dove andavamo, e che non ho mai frequentato molto; mi saluta come conoscendomi parecchio, e normalmente, con un certo affetto che non è direttamente per me ma è anche per me. Continua a leggere La sedia sacra – un sogno di tanto tempo fa

Darwinismo e anarchia

Da La concezione anarchica del vivente,
di Jean-Jacques Kupiec (elèuthera, 2021)

Capitolo sesto
Risposta ad alcune obiezioni

[…]

6.4 Il darwinismo non è anarchico

Associare il darwinismo e l’anarchia nello stesso quadro concettuale potrebbe essere fonte di malintesi che vanno evitati. Una prima precisazione si impone. Quando si fa riferimento al darwinismo per spiegare i meccanismi di embriogenesi non si tratta evidentemente di trasferire il meccanismo preciso della selezione naturale così come viene descritto da Darwin. Si tratta piuttosto di recuperare in primis l’ontologia e la specifica causalità introdotte da Darwin, le quali forniscono un nuovo quadro generale per pensare l’ontogenesi. D’altronde, il meccanismo della selezione naturale non era del tutto precisato in Darwin, dal momento che all’epoca non erano completamente note le modalità della variazione. I biologi di solito fanno riferimento al darwinismo in senso lato quando traspongono la selezione naturale al di fuori del suo originale ambito di applicazione. Che sia nella teoria clonale degli anticorpi o nel darwinismo neuronale citati in precedenza, o ancora nel modello anarchico della differenziazione cellulare, il riferimento al darwinismo indica uno schema generale comune e non un’analogia dei meccanismi in senso stretto, cosa che sarebbe assurda. In ognuno di questi casi quel che si intende esattamente con variabilità e selezione è differente. Del resto, fin dall’inizio l’utilizzo del concetto di «selezione» da parte di Darwin era metaforico.
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Un sogno risalente almeno al 2005

Dal mio “file dei sogni”

…prima, in salento, una notte ho sognato che vivevo in una casa poverissima e un po’ diroccata con mia madre, mia madre mi diceva di andare da qualche parte, per farle una commissione, io ne avevo abbastanza voglia, uscivo e cominciavo a camminare per una città tutta mezza distrutta, distrutta da tempo, ma viva, con piante che crescevano tra i palazzi diroccati, sulle rovine nelle rovine, e gente, non molta, che andava e veniva … e camminavo e a un certo punto era notte, molto chiara per via della luna, e io mi fermavo a guardare la luna, piena, grossa, bianca nel cielo … mentre la guardavo, avveniva un’eclissi lunare … la terra tra il sole e la luna … la luna da bianca si faceva arancio sempre più scuro …. e succedeva questa cosa stranissima e per me meravigliosa: man mano che entrava nel cono d’ombra della terra, la superficie lunare, dal lato da cui la vedevo io, cominciava come ad aprirsi strato su strato, una cosa di sabbie e via via altri materiali più profondi che si scostavano ecc., e via via io vedevo dentro la luna, tutti i vari strati di cui era composta aprirsi via via fino al nucleo, che si scopriva nel momento in cui la luna era al centro del cono d’ombra, ed era bellissimo … il nucleo solo per un attimo, ma non era un nucleo freddo era un nucleo caldo, poi subito dopo via via che usciva dal cono d’ombra, il processo inverso.

Questo sogno mi ricorda questa canzone dei Massimo volume.

A coloro che verranno dopo di nuovo

Caro Bertoldo, mi viene da ripetere oggi queste tue parole perché il comunismo possibile si chiama anarchia.

Eppure lo sappiamo:
anche l’odio contro la bassezza
stravolge il viso.
Anche l’ira per l’ingiustizia
fa roca la voce. Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si poté essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuta l’ora
che all’uomo un aiuto sia l’uomo,
pensate a noi
con indulgenza.

(Bertolt Brecht, A coloro che verranno dopo)

(Ugly in the morning, Faith no more)

Andrea Pazienza - Una tavola da “Gli ultimi giorni di Pompeo” - Una persona in armi da kendo e sopra la sua testa questa scritta «Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera via crucis con una stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d’amore...»
Andrea Pazienza – Una tavola da “Gli ultimi giorni di Pompeo” – Una persona in armi da kendo e sopra la sua testa questa scritta «Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera via crucis con una stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d’amore…»