For an anarchic International (an approximate manifesto)

The pandemic of covid and its variations, that as of today directly caused more than 6 millions deaths in the world, and indirectly caused more than 15 millions, is for the most part a consequence of the environmental devastation caused by capitalist exploitation of the whole living [1] [2] [3], and of the material and cultural misery it determines and pursues.

The onset of new pandemics and their increasing frequency were foreseen by many scientists (see the previous links). Nonetheless, even in the richest countries, the pandemic stroke after a long period during which nothing was done by those who could do the most to reduce the risk that those predictions foresaw; instead, they weakened further the public health systems (the italian one, for example, had undergone massive cuts during the previous ten years, which were made by institutional right, center, left parties to almost identical extents: see [1] and [2]).

The anti-covid vaccines which are currently disposable in the richest countries do work: they are statistically very effective in preserving people who accept to get vaccinated from getting ill, although they provide a rather brief cover. But, despite the fact their development was financed to a great extent by rich states with money from tax payers, these same states in developed countries buy them at a price per dose that is up to 24 times its cost of production, while the states where the large majority of the people of the world lives can’t afford to buy them and the bosses of pharmaceutical multinationals producing them don’t remise, not even temporarily, to the related patents, and don’t publish the know-how that’s necessary to build the machines to produce them, nor are they disposable to help in building these machines and to train the people who could use them within less rich and poor countries.

This way, the covid and variants pandemic will never be defeated, and other, new pandemics will happen more and more frequently.

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Ind’o rione – Co’ sang

Il problema è che son davvero poch* quell* che si salvano con una creatività cui arride abbastanza successo da poterci campare.

 

 

Ce truov int o’ rione
Nun me sent bbuon mammà
Ch’ me succer
E’ frat mi so fummn ancor
E dint e fras nost
A rivoluzione

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La cometa

La cometa è il numero dopo di quella di prima

 

Poi d’improvviso la grande cometa
fuggì dall’ombra di freddo Plutone
la scia avvolse il terzo pianeta
qualcuno disse “è la redenzione”
Ai quattro lati che segnano il mondo
su diagonali di vecchio dolore
si vide un fuoco allegro e rotondo
che rovesciava scintille d’amore
e come sogno d’antica follia
qualcuno disse non più frontiere
non più miseria non più malattia
né fame o […] o morte o potere
non più divise né capi né guerra
non più moneta, già l’oro si tace
Ai quattro lati dell’ultima terra
s’apran le porte dell’ultima pace
e poi fu tempo dei suoni di gioia
tempo di amore senza il bisogno
ma anche l’eden non vinse la noia
e lo sbadiglio uccise anche il sogno
Così mi sveglio e sto sbadigliando
la gola stretta da nodi di sete
“soltanto lei, mio buon Sigismondo
può dare un senso a queste comete”
e Freud mi disse “ben venga la mamma
che si fa figlia di sua creatura
ben venga il figlio che sa farsi mamma
per un amore compiuto in natura.
Quando il bisogno si scioglie nel sogno
per l’impotenza dell’io narcisista
resta il bisogno del solo bisogno
e l’io scisso si fa comunista
e non accetta la madre cometa
e non accetta il padre un po’ dio
si tiene stretto lo sporco, il pianeta,
tutto l’umano bastardo suo io
e questo infine, nel bene o nel male”
mi disse Freud con austro umorismo
“è un complesso di Edipo banale
dove la mamma si fa comunismo”
E fu così che un grande analista
morì strozzato alle cinque di sera
da un’idiota marxista-interista
forse a Vienna o in Bassa Baviera
Sia benedetta la psicologia
la psicotutto che tutto ti spiega
basta una mamma per ogni utopia
per ogni sogno avanza una sega
Sia benedetta la psicologia
la psicotutto che tutto ti spiega
basta una mamma per ogni utopia
per ogni sogno avanza una sega

 

Ivan Della Mea – La cometa

 

L’amore è uno stregone, un fuoco isterico, magnifico

Tanto tempo fa, quando mia madre decise che 8 anni di psicoanalisi a 4 sedute la settimana eran troppi, visti i costi molto alti per noi e quelli che per lei erano “scarsi risultati” (in effetti non eran granché, però qualcosina si), la mia psicoanalista (di formazione freudiana) nell’ultima seduta mi chiese “Le emozioni da dove arrivano, dal corpo o dalla mente?”; io ero già pronto ad argomentare che “un po’ dal corpo, ma anche un po’ dalla mente”, però va be’ era l’ultima seduta e non avevo voglia di discutere e risposi “dal corpo”, e lei annuì. E a volte mi pare vero che le emozioni vengono dal corpo, e penso che un’ipotetica mente “da sempre senza corpo” non proverebbe niente, né avrebbe modo di (ri)evocare emozioni. Però forse invece il desiderio è innato: forse un’ipotetica mente “da sempre senza corpo” desidererebbe, e soffrirebbe l’impossibilità. Anzi, sono proprio di questa idea. E a volte penso che la condizione prenatale, una volta sviluppatosi un sistema nervoso centrale, sia il “paradiso perduto” da cui tutt* veniamo: una fusione con un altro corpo che soddisfa ogni nostro desiderio, bisogno; e forse il desiderio amoroso-sessuale non è che un desiderio di ritorno, per quanto fugace, a quella condizione… “L’amore è uno stregone, un fuoco isterico, magnifico”: