Quando i Machnovisti spazzarono via Grigoriev e Petliura

Questo testo, scritto tra marzo e aprile 2022 da Dimitris Chatzivasileiadis, un compagno anarchico greco attualmente incarcerato, poi pubblicato in pdf su athens.indymedia.org una prima volta, in greco, ad aprile e una seconda volta, in inglese e in greco, a giugno, è stato in seguito tradotto in italiano e pubblicato su corrispondenzeanarchiche.wordpress.com, ilrovescio.info e altri siti anarchici italiani, sempre in pdf. Siccome volevo leggerlo sul lettore di ebook senza doverne stampare le 57 pagine, e siccome i pdf sui lettori di ebook si leggono quasi sempre male ne ho fatto prima una versione in epub, che poi ho convertito anche in mobi con Calibre, e in seguito, avendo già l’html per l’epub, l’ho pubblicato anche qui sotto, per contribuire a farlo girare, perché mi sembra un testo importante.

 

Prefazione alla pubblicazione

 

La stesura del testo Quando i Machnovisti spazzarono via Grigoriev e Petliura* iniziò nei primi giorni di guerra e fu completata nella sua terza settimana. Nel momento in cui il manoscritto sortì dalla prigione e venne trascritto erano trascorsi due mesi di guerra. Il testo in greco fu poi pubblicato su athens.indymedia.org nell’aprile del ’22. Le notizie di stampa dall’esterno all’interno del carcere e le comunicazioni scritte dal carcere all’esterno arrivano con ritardo, anche quando per il combattente catturato esiste un gruppo organizzato di supporto per questo compito (non è il mio caso). Tuttavia gli sviluppi confermano pienamente la presente analisi. Nazionalisti e imperialisti di entrambe le parti stanno prolungando il conflitto. E i libertari rimangono intrappolati nel consueto dilemma tra fuggire e abbandonare la lotta sociale sul campo o commettere suicidio politico schierandosi con il nazionalismo. La necessità di un dialogo internazionale per la rinascita dell’anarchismo rivoluzionario attraverso la definizione congiunta delle responsabilità pratiche che spettano a coloro che desiderano essere soggetti attivi nell’evoluzione storica diviene più urgente ogni giorno che passa.

 

(Un glossario chiarificatore è stato aggiunto alla fine del testo).

 

* Grigoriev era un disertore dell’armata rossa, ex zarista, che aspirava a diventare leader dell’Ucraina. Machno lo eliminò durante un incontro pubblico. Petliura era il leader dei nazionalisti ucraini. Egli venne ucciso nel 1926 in Francia dal machnovista ebreo Scholem Schwarzbad, che aveva perso 14 parenti nei pogrom antiebraici perpetrati dai nazionalisti. Nel post originale in greco di questo testo solo Petliura era menzionato, come se fosse stato giustiziato al posto di Grigoriev. La confusione storica fu notata solo dopo la pubblicazione, a causa della mancanza di tempo e della carenza di accesso alle risorse all’interno del carcere. Comunque, il significato politico è lo stesso.

 

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For an anarchic International (an approximate manifesto)

The pandemic of covid and its variations, that as of today directly caused more than 6 millions deaths in the world, and indirectly caused more than 15 millions, is for the most part a consequence of the environmental devastation caused by capitalist exploitation of the whole living [1] [2] [3], and of the material and cultural misery it determines and pursues.

The onset of new pandemics and their increasing frequency were foreseen by many scientists (see the previous links). Nonetheless, even in the richest countries, the pandemic stroke after a long period during which nothing was done by those who could do the most to reduce the risk that those predictions foresaw; instead, they weakened further the public health systems (the italian one, for example, had undergone massive cuts during the previous ten years, which were made by institutional right, center, left parties to almost identical extents: see [1] and [2]).

The anti-covid vaccines which are currently disposable in the richest countries do work: they are statistically very effective in preserving people who accept to get vaccinated from getting ill, although they provide a rather brief cover. But, despite the fact their development was financed to a great extent by rich states with money from tax payers, these same states in developed countries buy them at a price per dose that is up to 24 times its cost of production, while the states where the large majority of the people of the world lives can’t afford to buy them and the bosses of pharmaceutical multinationals producing them don’t remise, not even temporarily, to the related patents, and don’t publish the know-how that’s necessary to build the machines to produce them, nor are they disposable to help in building these machines and to train the people who could use them within less rich and poor countries.

This way, the covid and variants pandemic will never be defeated, and other, new pandemics will happen more and more frequently.

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L’ultimo capitolo di “La penultima verità”

Da La penultima verità,
di Philip K. Dick

 

Capitolo 29

 

All’una di quel pomeriggio Carol Tigh effettuò con successo l’operazione di trapianto del pancreas sul corpo ancora congelato di Maury Souza; poi, grazie alle risorse mediche più sofisticate del formicaio, ripristinò la circolazione sanguigna, il battito cardiaco e la respirazione del vecchio. Il suo cuore cominciò a pompare sangue da solo, e subito, con cautela e abilità, gli stimolatori artificiali delle funzioni vennero rimossi uno dopo l’altro.

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Cose che sto pensando

L’intelligenza maggiore della specie umana rispetto alle altre racchiude in sé al tempo stesso l’opportunità per la diffusione della vita su altri pianeti (che è importante per la continuità della vita per esempio rispetto al problema, certo molto di là a venire, dello spengimento del sole) e il rischio di un’estinzione potenzialmente totale della vita sul pianeta (guerre atomiche).

La specie di scimmie da cui si è evoluta la specie umana non era certo tra le più pacifiche (era onnivora, non plantivora), ma forse non era neanche, di per sé, più aggressiva e competitiva di altre specie onnivore; però uno dei frutti della sua maggiore intelligenza, l’invenzione di certe tecnologie, in particolare delle armi da caccia, la mise in condizione di squilibrare pesantemente l’ecosistema tutto già al tempo delle tribù di cacciatori-raccoglitori, determinando periodi di carestia di altre specie da cacciare e raccogliere che a loro volta contribuivano a rendere le rivalità tra individui e gruppi di individui di questa specie, siccome armata, una vera e propria tragedia ricorrente: per esempio, se una tribù su un territorio già divenuto povero di altre specie da cacciare e raccogliere ne incontrava un’altra su un territorio ancora ricco, erano guerre sanguinosissime; se invece non incontrava altre tribù e non trovava territori ancora ricchi, si determinava un crescente “tutti-contro-tutti” interno alla tribù soprattutto intorno al possesso del poco che restava da mangiare; un “tutti-contro-tutti” che, in ragione dell’uso delle armi, decimava gli appartenenti alla tribù.

In questo caso, il sacrificio di un individuo della stessa tribù era un modo per evitare il “tutti-contro-tutti” catastrofico, e questo era tanto più vero quanto più l’individuo era emarginato, debole, solo, senza amici e parenti che lo potessero poi vendicare, e “innocente”, ovvero estraneo alle rivalità interne alla tribù, accresciute dalla carestia.
Il meccanismo sacrificale, in assenza di prigionieri di guerra di altre tribù, si produceva su un individuo della stessa tribù, quello maggiormente portatore delle caratteristiche di cui sopra.

Tutto l’intreccio di “colpe” reciproche veniva addossato a questo individuo, lo stesso veniva sacrificato e nella tribù si ripristinava una certa coesione, utile alla sopravvivenza dei singoli e della tribù nel suo insieme.

Questo meccanismo, ritualizzato, si rivelò funzionale alla sopravvivenza dei vari gruppi anche al di fuori dei periodi di carestia e in particolare, credo, col passaggio dalle pratiche di caccia e raccolta allo stanzialità agricolo e di allevamento: l’aggressività che prima si sfogava nella caccia ora “stazionava” più tempo all’interno del gruppo di appartenenza.

In certe società il meccanismo sacrificale “catartico” evolvette dal sacrificio umano a quello animale, poi a quello di piante (la storia di Caino e Abele è contraddittoria rispetto a questa ipotesi: il “dio” degli ebrei accoglie il sacrificio animale di Abele a rifiuta quello vegetale di Caino, ma probabilmente perché ai tempi gli ebrei erano costretti alla sola pastorizia nomade; Caino risentito ammazza il fratello).

Ora sono stanco, magari proseguo più avanti.

Il fatto è, comunque, che quel meccanismo non è mai finito, ed è la base della costruzione di potere. Per ora sono dell’idea che la nostra forza di individui variamente fragili può essere solo la solidarietà e, a un certo punto, anche l’autodifesa “a schiaffazzi”.

I robot del futuro potranno venir buoni anche per sfogare le nostre tensioni, competitività, aggressività, sull’inanimato.