Da Anarchy: A Journal of Desire Armed,
N. 13, autunno/inverno 1986.
Traduzione parziale, ancora in corso,
del testo come pubblicato qui.
Storicamente, teoria e pratica sociale radicale si sono focalizzate su due arene dell’attività sociale umana: il posto di lavoro e la comunità. A cominciare dagli albori dello Stato-Nazione e poi con la Rivoluzione Industriale, l’economia ha acquisito una posizione predominante rispetto alla comunità – non solo nell’ideologia capitalista ma anche nei vari socialismi, libertari e autoritari, che emersero all’inizio del secolo scorso. Lo spostamento da un’enfasi etica a una economica sul socialismo è un problema di vaste proporzioni che è stato ampiamente discusso. Ciò che è più rilevante per il tema che stiamo trattando ora è che gli stessi socialismi acquisirono presto inquietanti tratti borghesi, uno sviluppo che si rivela nel modo più evidente nella visione Marxiana secondo cui l’emancipazione umana si ottiene attraverso il dominio sulla natura, un progetto storico che presumibilmente implicava il “dominio dell’uomo sull’uomo”, nonché la spiegazione Marxiana e borghese dell’emergere di una società divisa in classi come “pre-condizione” dell’emancipazione umana.
Continua a leggere Alcune tesi sul Municipalismo Libertario – Murray Bookchin, 1984