Manfred

Andrea Pazienza - Tavola da "Pompeo"

«Ma io so fare ciò che più aborro» è una frase che mi colpì molto quando lessi il Pompeo di Pazienza, e che mi torna in mente abbastanza spesso. Mi son sempre chiesto «Ma chi sarà questo Manfred?», e oggi ho scoperto che è il Manfred di Byron, da cui Carmelo Bene trasse per questo spettacolo una riduzione in italiano che riporto sotto perché la trovo bella.

 

Manfred

 

Ecco, si spegne il lume. Nuovamente
m’è forza rianimarlo, anche se certo
morrà di nuovo prima del mio tempo
d’insonnia… Il sonno mio – pure io dormiente –
non è sonno: è continuo un pensiero
ostinato
e gli occhi miei si chiudono
solo a guardarmi dentro…

 

Eppure io vivo. Ho l’aspetto la forma
il respiro degli uomini viventi…
Sapere è patire. Sventura
è la scienza. Coloro che più sanno
più amaramente devono
piangere il vero fato:
l’albero della scienza non fu mai
l’albero della vita.

 

Filosofia Meravigliosa Scienza
Conoscenza del mondo Idee sovrane
tutto provai. Tutto compresi e tutto
abbracciai col mio genio. A nulla valse.
Vano fu il tutto. Ho aiutato gli uomini
E qualcuno perfino mi aiutò.

 

A nulla è valso…
Bene Male Passioni Energia Vita
di che son fatti gli altri
sono per me una pioggia su la sabbia
– dopo quella mia ora innominabile. –

 

Non conosco terrore. Non sento
la dannazione di poter provare
paura al naturale, movimento
del cuore che batte di speranza,
desiderio d’amore
nascosto per un essere terreno…

 

Ora… al mio compito!…

 

Voi, misteriose forze, spiriti
che ho cercato nelle tenebre
e nella luce,
voi che vagate sulla terra, dentro
le più sottili essenze,
abitanti le cime inaccessibili
dei monti e gli abissi
della terra e del mare,
io vi scongiuro in nome dell’incanto scritto
che a me v’asserve: destatevi!
Apparite (Pausa)

 

Non si mostrano ancora… Per la voce
che vi comanda…
per questo segno che vi fa tremare…
per il sacro diritto dell’Eterno…
Mostratevi! Apparite, apparite!…
Se così deve essere,…
spiriti della terra e dell’aria,
voi non mi eluderete…
per un potere ancora più profondo,
per la malìa concepita in una stella
maledetta, rovina incandescente
d’un mondo distrutto
inferno errante nello spazio immenso,
per l’anatema eterno che mi pesa
terribile nell’anima,
il pensiero ch’è dentro e intorno a me,
Apparite! Ve l’ordino! Apparite!

 

(… Una stella appare nel fondo oscuro della galleria… Una voce canta…)

 

Canto degli spiriti

 

«Inchinato al suo voler
o mortale scendo a te,
da un castello su nel ciel
che il tramonto edificò
fosse reo pure quel che cerchi
obbedisco al tuo scongiuro
obbedisco al tuo poter
Manifesta il tuo desir!

 

Nel profondo blu dell’acque
che mai l’onda toccò
dove il vento è straniero
vive il serpente del mar,
la sirena s’adorna
di verde color
come d’uragano
tua malia venne a me
allo spirito del mare
rivela i tuoi desir.»

 

«Dove l’ande han radici profonde nel suol,
quanto alte si ergon lor cime nel ciel,
là, mia patria lasciai tuo comando a obbedir
tua malìa m’incatena, comandami tu.
Pria che la terra fosse io reggea la stella al tuo destin!
Davanti a te da te chiamati gli spiriti stan…
de l’aer del mare della terra della stella tua,
che vuoi tu da noi, o mortal, dì!»

 

1º Spirito

 

Che vuoi da noi, mortale?

 

Manfred

 

…L’oblio.

 

1º Spirito

 

…di che?

 

Manfred

 

di ciò che è in me… leggetemi.
Lo sapete. Io non posso nominarlo…

 

1º Spirito

 

Possiamo darti solo quanto abbiamo;
domanda a noi, tuoi sudditi
sovranità, potere sulla terra
tutta o in parte o un segno
a dominare gli elementi
– uno o tutti – di che noi disponiamo.
È tuo.

 

Manfred

 

Oblio, oblio di me. Dai tanti regni
oscuri che mi offrite non potreste
estrarre solamente quanto chiedo?

 

1º Spirito

 

No. Trascende la nostra abilità…
Ma… Puoi morire…

 

Manfred

 

E la morte potrà darmi l’oblio?

 

1° Spirito

 

Siamo immortali e non dimentichiamo.
Siamo eterni e il passato è presente
e futuro.

 

Manfred

 

Vi beffate di me che vi ho evocato:
Schiavi, non irridete il mio potere!
Lo spirito, la mente la scintilla
promètea, lo splendore del mio essere
è, come il vostro, penetrante, alato
anche se cinto dalla creta inerte.
Rispondete! O vi mostro chi sono!

 

1º Spirito

 

Ti rispondiamo come già risposto:
la risposta è nel tuo domandare.

 

Manfred

 

Parlate!…

 

1º Spirito

 

Se la tua essenza è simile alla nostra,
(quel che i mortali chiamano morire
non ha senso tra noi)…

 

Manfred

 

Dunque dai vostri regni
vi avrò evocato invano.

 

1º Spirito

 

Altro. Domanda altro.
Regno dominio forza lunga vita

 

Manfred

 

Maledetti! Che importa a me dei giorni?
Sono già troppo lunghi.
Andate via. Sparite!

 

1° Spirito

 

Pensa: non v’è altro dono
che non appaia inutile a tuoi occhi?

 

Manfred

 

Niente. Nessuno!… Ma restate ancora
prima di separarci, un solo istante.
Vorrei vedervi in volto apertamente.
Sento le vostre voci melanconiche
dolci come di musica sull’acqua;
e vedo il volto fermo d’una stella
splendente e nulla più – Statemi appresso.
Mostratevi – uno alla volta o tutti –
Ma nelle forme usate…

 

1º Spirito

 

Non ne abbiamo.
Scegli una forma tu. Ti appariremo
in essa…

 

Manfred

 

Che importa scegliere?
Non v’è al mondo una forma bella o turpe
per me. Chi è più possente
tra voi scelga ed assuma
quella forma che più gli s’addice…

 

1º Spirito

 

Guarda…

 

Manfred

 

Dio mio, se fosse vero. Se non fosse
sogno demente o frode…
potrei essere ancora felice…
Abbracciarti… E saremo di nuovo…
il mio cuore… mi manca…

 

Vox

 

«Quando sull’onde poggerà la luna,
la lucciola tra l’erbe brillerà,
la fiamma guizzerà sulla laguna,
le tombe la meteora lambirà. »

 

«Sia pur profondo il tuo notturno sonno.
L’anima tua non potrà mai dormir;
ombre vi sono che vanir non ponno,
pensieri che mai tu non potrai bandir.

 

Per un poter, per un segreto incanto,
non sarai solo fino al tuo morir.
Tu in volto sei con un funéreo ammanto,
Nebbia ti cinge che non può svanir.
Benché, vedermi dato a te non fia,
l’influsso sentirai che vien da me:
Siccome cosa, che invisibil, pria,
esser deve mai sempre accanto a te.
E quando nel terror che il cor t’ingombra,
ti volgerai nell’orme del tuo piè;
Sorpresa proverai che pari all’ombra
che in terra stampi, l’ombra mia non è.»

 

Manfred

 

Esser ridotto a tale…
Vecchio d’angoscia, come questi pini
rovinati da un solo inverno,
spogli di scorza e rami, fulminati
tronchi dannati a una radice infetta
destinata soltanto a dare il senso
di questo suo corrompersi. Esser tale,
in eterno, e così diverso prima…
Solcato nella fronte, non dagli anni,
o dall’ore in travaglio, ma da istanti
più lunghi e torturati dell’eterno.
Esser ridotto tale e sopravvivere…
Oh, valanghe che un soffio fa precipiti
sopra e sotto di me paurosamente
sento il vostro rombare distruttore.
Schiacciatemi! Ma voi passate solo
Sulle cose che vogliono vivere!…

 

(Manfred e il cacciatore di camosci)

 

Cacciatore

 

È meglio avvicinarsi
con cautela; un rumore improvviso
gli sarebbe fatale…

 

Manfred

 

… I monti cadono
travolgendo le Alpi a lor compagne
e le nubi squarciando, riempiono
le valli verdeggianti di spavento
e rovina …

 

Cacciatore

 

…Sta’ fermo, amico, attento,
ti sarebbe fatale un solo passo,
per amor della vita non sostare
così sul precipizio! Anche se stanco
di vivere, non devi col tuo sangue
colpevole macchiare queste pure
convalli. Non ti lascio! Tienti a me!…

 

Manfred

 

Ho il cuore infranto, no!, non mi tenere
così stretto. Io son tutto debolezza …

 

Cacciatore

 

… Vieni con me. S’annerano le nubi…
Ecco, appòggiati a me … posa il tuo piede
così … col mio bastone … Tienti stretto
a quel cespuglio … dammi la tua mano.
piano. Bene … così

 

Manfred
… Non importa. Conosco la mia strada.
Non mi serve una guida

 

Cacciatore

 

Figura e portamento, le tue vesti
ti rivelano nobile

 

Manfred
…che importa?
Perdona la domanda e sii più allegro.

 

Cacciatore

 

Gusta un po’ del mio vino è d’una antica
vendemmia

 

Manfred
…no!, c’è sangue sulle labbra
del tuo bicchiere. Non mi sarà dato
dunque mai che la terra l’assorba!

 

Cacciatore

 

Che vuoi dire? Sei pazzo?

 

Manfred

 

Dico è sangue!
il mio sangue; l’umore puro e caldo
che scorre nelle vene dei miei padri
e nelle nostre quando noi eravamo
giovani ed avevamo un cuore solo,
e ci amavamo come non avremmo
dovuto amarci. E, sparso, mi riappare
colorando le nubi che mi chiudono
il cielo ove non sei e non sarò mai.

 

Cacciatore

 

Qualunque sia il tuo male, hai da soffrirlo.

 

Manfred

 

E non lo soffro, forse? Guarda: io vivo!

 

Cacciatore

 

Una vita ch’è eterno delirio …

 

Manfred

 

Ho vissuto lunghissimi anni molti:
nulla a fronte degli anni che m’è dato
ancora numerare. Età, età, spazi,
eternità, coscienza, questa sete
di morte, estinta mai …

 

Cacciatore

 

… sul volto impressa
sta la tua mezza età …

 

Manfred

 

… Credi tu forse
che la vita dipenda dal tempo?
Epoche nostre sono i nostri gesti.
I gesti miei hanno reso giorni e notti
eterne, innumeri, uniformi: sabbia
deserto vuoto, freddo, furia infrangersi
d’onde, e nient’altro ha posa che carcasse
e i marci legni del naufragio, rocce
e amarezza d’alghe

 

Cacciatore

 

Tu sei pazzo!
Il cielo ti dia pace e il pentimento
ti conforti e ti renda a te stesso.
Per te voglio pregare

 

Manfred

 

Non mi serve!,
ma posso sopportare la tua pietà …

 

(Appare la Maga delle Alpi)

 

Manfred

 

O mirabile Spirito capelli
di luce abbaglianti
occhi di gloria
sulla tua fronte ferma e chiara
dove si specchia l’anima serena
pura immortale leggo
che tu perdoni a un figlio della terra,
se si avvale di questi suoi incantesimi
per evocarti così
per contemplarti un attimo

 

Maga

 

Figlio della terra!, io ti conosco. So
chi ti dà potenza. Ti so uomo di
molti pensieri e imprese tante
vili ed oneste in entrambe estremo.
Agli altri e a te fatale nel tuo soffrire.
Che vuoi da me?

 

Manfred

 

Contemplarti. Nient’altro.
L’aspetto della terra
mi ha fatto impazzire.
Cerco rifugio nei suoi misteri
Ho chiesto all’invisibile
quel che non può concedermi
… Una grazia …

 

Maga

 

… Racconta …

 

Manfred

 

È una tortura, ma che importa,
il mio dolore troverà una voce.
Alla mia giovinezza fu accordata
un’anima diversa
dalla comune argilla a me compagna
il mio genio mi fece straniero
in questa terra. Tra le creature
che m’ebbi attorno, una soltanto
… ma di Lei più tardi …
La mia gioia fu sola: nelle notti
mute seguire il corso della Luna
lenta e degli astri, e i fulmini
accecanti fissare fino a chiudere
gli occhi; e ascoltare le foglie disperse
e i canti serali mormorati
dai venti dell’autunno. Tutto qui
il mio piacere. E l’essere solo …
Sprofondai nei miei viaggi solitari
nelle caverne della morte, sempre
cercandone le cause nei suoi effetti;
… da ossami disseccati, teschi e polvere
trassi vietate conclusioni.
Per anni spesi le notti in antiche scienze:
– tempo e travaglio e prove tremende –
Astinenze che sole possono
sull’aria e sugli spiriti,
sullo spazio – popolato infinito;
ho gli occhi miei assuefatto a quell’eterno
come prima di me fecero i maghi.
E con la scienza crebbe la mia sete
di scienza …
Io non ho nominato padre o madre,
amante, amico, o altri con cui avessi
legami umani, o tali a me non parvero.
… Una vi fu …

 

Maga

 

Non risparmiarti. Segui

 

Manfred

 

I nostri lineamenti si assomigliavano
occhi, capelli, tratti … la sua voce!,
la dicevano simile alla mia.
Ma il tutto assai più dolce e temperato
dalla bellezza. E non soltanto questo,
ma più grazia che in me: pietà, sorrisi,
lacrime a me ignote, tenerezza
ch’io ebbi, ma solo per lei …
e umiltà, a me estranea, sempre.
I suoi difetti erano anche i miei,
tutte sue le virtù … L’amai e distrussi.

 

Maga

 

Con le tue mani?

 

Manfred

 

Non con le mie mani.
Il mio cuore spezzò il suo cuore:
il suo fissò il mio e appassì.

 

Maga

 

E per costei, per un essere della razza
che disprezzi, rinunzi ai doni
della nostra scienza? …

 

Manfred

 

Figlia dell’aria, dico, da quell’ora …
Le parole non sono che fiato.
Guardami nel mio sonno, nelle veglie.
Restami accanto …
questa mia solitudine non è più solitudine.
Popolata è da Furie …
Ho invocato la follia come una grazia
Ho affrontato la morte, ma la mano ghiaccia
d’un demone spietato mi trattenne
per un capello che non volle rompersi.
Sprofondai fra gli uomini,
dappertutto cercando l’oblio
tranne là dove lo si può trovare:
questo ancora mi resta da sapere,
solo in questo la mia scienza è mortale,
Abito questa mia disperazione
e vivo, vivo per sempre.

 

Maga

 

Forse posso aiutarti

 

Manfred

 

Il tuo potere
dovrebbe allora risvegliare i morti
o addormentarsi con essi. Fallo!
Come vuoi, quando vuoi, torturami,
purché sia l’ultima volta.

 

Maga

 

Tanto io non posso. Ma se giuri
obbedienza al mio volere

 

Manfred

 

Obbedire? Chi? Spiriti ch’io comando?
Farmi schiavo di chi mi serve? Mai!

 

Maga

 

Non hai risposta più cortese? È tutto?
Allora posso ritirarmi?

 

Manfred

 

… Sì …

 

… Posso evocare i morti e domandare
cos’è quello che noi temiamo d’essere …
Non fossi mai vissuto, Lei che amo
sarebbe ancora viva; Lei che amo
sarebbe ancora bella e felice,
se non avessi amato. Dov’è ora?
Che cosa è ora? Una che soffre
per i miei peccati. O forse nulla.
Fino a quest’ora non ho mai temuto
d’evocare spiriti buoni o perfidi.
Tremo e mi gela stranamente il cuore.
Ma io so fare quel che più aborro.

 

(… La vetta dello Jungfrau.
Entra il primo destino …)

 

La nave veleggiava veleggiava
rapida. Non le ho lasciato una sola
vela. Non un solo albero, non una tavola
della sua coperta, né un disgraziato,
vivo, per lamentarsi del suo naufragio.
Uno solo salvai per i capelli: pirata in
mare, traditore in terra. L’ho salvato
soltanto a che prepari nuove distruzioni,
tutte per me …
… La città giace addormentata.
Il mattino, per deplorarla, albeggerà
su lei in lacrime. Lenta e sinistra
la nera peste … dolore e angoscia, terrore
e male ammantano una nazione tutta.
Benedetti i morti che non vedono
il quadro della loro desolazione

 

(Manfred strappa il foglio e cestina)

 

Manfred
(forte, annuncia, sfidando …)

 

Reggia di Arimane.
Arimane sul trono che ha forma
di globo di fuoco, circondato da spiriti!

 

(Inno degli spiriti)

 

Gloria al signore, re di terra e ciel
che va su nubi ed acque
in sua man lo scettro sta degli elementi
che in polvere van nel nulla al suo voler.
Respira l’onda, solleva il mar
Ei parla
risponde il tuon.
Risponde al suo comando
il sol s’oscura al suo guardar
si muove scuote il mondo il terremoto
vulcani sorgon dove posa il pié
peste è sua ombra
crepitan comete in ciel
al passaggio d’Arimane
comete al passaggio d’Arimane.
Pianeti incenerisce l’ira sua
la guerra offrì di sangue a Lui gli altar
La morte egli è, la vita gli appartiene.
Con l’infinito peso d’agonia
egli è lo spirito di ciò che v’è!

 

Voce di uno Spirito

 

Chi è mai là? Un mortale!
Temerario e vile,
prostrati e adora!

 

Voce altro Spirito

 

Trema e obbedisci!
Prostrati a terra, sol argilla sei,
tu nato in terra non ci dei tentare.

 

Manfred

 

Io lo conosco e tuttavia,
vedete, non m’inchino!

 

(Coro)

 

Schiacciate il vil strappatelo a brandelli.

 

Voce altro Spirito

 

Indietro, indietro! Costui
m’appartiene!

 

Spirito

 

Che vuoi?

 

Voce altro Spirito

 

Che vuoi?

 

Manfred

 

Tu non mi puoi rispondere. Chiama i morti!
La mia domanda è a loro!

 

Voce altro Spirito

 

Grande Arimane, la tua volontà
consente ai desideri di questo mortale?

 

Arimane

 

Sì.

 

Voce altro spirito

 

Chi vuoi disseppellire?

 

Manfred

 

Una che non ha tomba. Evoca Astarte.

 

Voce Nemesi

 

Ombra, Spirito chiunque tu sia,
che serbi ancora, in tutto o in parte,
la forma della nascita, l’involucro
d’argilla che ritornò alla terra,
riappari! …
Riporta con te
quello che tu portavi: cuore e forma,
sottrai ai vermi l’aspetto che fu tuo
Appari. Appari. Appari!

 

(Apparizione nel silenzio del fantasma di Astarte)

 

Manfred

 

Possibile che questa sia la morte?
Le guance sono rosse. Ma ora
vedo, non è un colore vivo,
ma stranamente febbrile;
il rosso innaturale che l’autunno imprime
sulle foglie morte.
… È Lei! … La stessa … Oh Dio!
Ch’io debba raggelare nel guardarla? …
Astarte! … Perdonami … o dannami!…
Io non posso, ma ditele di parlare!

 

Voce Nemesi

 

Per quel potere che ha infranto la tomba
che ti rinchiudeva,
rispondi a questi che ti ha parlato!
Parla a chi ti ha evocato.

 

Manfred

 

Tace. Questo silenzio mi risponde.

 

Voce Nemesi

 

Il mio potere si ferma qui. Principe
dell’aria, tu solo puoi. Comandale
di parlare.

 

Arimane

 

Spirito, obbedisci a questo scettro!

 

Nemesi

 

Tace sempre. Non è del nostro ordine.
Appartiene ad un altro potere. Mortale,
la tua ricerca è vana

 

Manfred

 

Odimi, odimi, Astarte,
amata, parlami! Tanto ho sofferto
e soffro ancora tanto. Guardami.
La tua fossa non ti ha mutato tanto
quant’io son mutato per te.
Troppo mi amasti, come io ti amai.
Non eravamo fatti per torturarci così,
quantunque fosse il più empio dei peccati
amarci come noi ci amammo …
Dimmi che tu non mi detesti …
Che io sconto il castigo per entrambi,
che tu sarai del numero beato,
e io morrò … Perché finora tutto
quel che odio cospira a incatenarmi
all’esistenza, a una vita che mi esclude
dall’immortalità, dove il futuro
è simile al passato. Non ho tregua.
Non so che cosa chiedere o cercare.
Sento soltanto quello che tu sei
e io sono. Ma, prima di morire
vorrei udire di nuovo quella voce
che era la mia musica.
Parlami! Ti ho invocato nelle notti
serene, ho spaventato gli uccelli
addormentati tra i silenziosi rami,
per chiamare te …
Ho risvegliato i lupi montani
ho appreso alle caverne a riecheggiare
invano il nome tuo adorato; tutto
rispose, tranne la tua voce. Parlami!
Ho errato sulla terra e non ho mai
trovato a te l’uguale. Parlami!
T’ho cercata tra le stelle a venire,
ho contemplato il cielo inutilmente,
senza trovarti mai. Parlami! Guarda,
i demoni a me attorno, hanno pietà
di me che non li temo ed ho pietà
per te soltanto. Parlami! Sdegnata,
se vuoi, ma parlami! … Dimmi
non so che cosa, ma che io ti senta
una volta ancora …

 

Fantasma d’Astarte

 

Manfredi!

 

Manfred

 

Parla, continua! Io vivo in questo suono.
È la tua voce.

 

Fantasma

 

Manfredi; domani avranno termine
le tue sventure terrene. Addio.

 

Manfred

 

Ancora una parola: ho il tuo perdono?

 

Fantasma

 

Addio.

 

Manfred

 

Dimmi: ci rivedremo ancora?

 

Fantasma

 

Addio.

 

Manfred

 

… Pietà … Dimmi che m’ami.

 

Fantasma

 

Manfredi!

 

(Il fantasma d’Astarte scompare)

 

– Accennata ignoranza della servitù –

 

Servo

 

Strano davvero! Notte dopo notte
ha vegliato per anni in questa torre
… solo … v’è certamente qualche stanza
dove nessuno entra …
Contentati di quello che già sai

 

Manfred

 

Che ora è?

 

Servo

 

Manca un’ora al tramonto.

 

Manfred

 

Hai disposto ogni cosa nella torre?

 

Servo

 

Tutto. Ecco qui la chiave e lo scrigno.

 

Manfred

 

Bene. Puoi andare. (pausa) C’è in me una calma,
una serenità inspiegabile, finora
sconosciuta alla mia vita

 

Servo

 

Signore, l’abate di San Maurizio
desidera parlarvi …

 

(Abate e Manfred)

 

Abate

 

La pace sia con te, conte Manfredi.

 

Manfred

 

Te ne ringrazio, reverendo padre.
Sii il benvenuto. Questa tua presenza
onora le mie mura e benedice
gli abitanti suoi … Eccomi, parla!

 

Abate

 

Corrono voci empie, voci strane
sul tuo nome da secoli nobile.
Si dice che ti siano familiari
cose vietate alla ricerca umana

 

Manfred

 

Chi afferma tali cose?

 

Abate

 

I miei devoti confratelli, i nostri
contadini atterriti; i tuoi vassalli
guardano a te con occhi molto inquieti.
La tua vita è in pericolo

 

Manfred

 

Prendila!

 

Abate

 

Io vengo per salvare, non a uccidere;
non intendo indagare i segreti
della tua anima, ma se tanto
è vero, quanto si dice, ancora
è tempo al pentimento e al perdono.

 

Manfred

 

Non importa
cosa io sia stato o sia: questo è un arcano
tra il cielo e me. Non scelgo mediatori.
Se mai ho peccato contro i tuoi decreti,
prova e punisci …

 

Abate

 

Figlio mio non parlo
di punizione, ma di pentimento
e perdono. A te solo tocca scegliere;
la punizione io la lascio al cielo

 

Manfred

 

Vecchio, non v’è potere nei sant’uomini,
né incantesimo nella preghiera,
né penitenza purificatrice,
sguardo apparente, né agonia, digiuno,
né tra le innate torture di quella
cupa disperazione che è rimorso
senza paura dell’inferno e, sola,
basta a fare un inferno del cielo,
non v’è nulla che possa esorcizzare
il nostro spirito illimitato
dai delitti, dai torti e sofferenze
e vendette che infligge a se stesso;
non esiste un tormento avvenire
pari a quella giustizia che impartisce
a se stesso chi da sé si condanna.

 

Abate

 

Tutto quanto la Chiesa può insegnarti

 

Manfred

 

Quando il sesto imperatore di Roma era prossimo a morte, suicida, onde evitare la fine indecorosa che i senatori, una volta suoi schiavi, gli avrebbero senz’altro decretata, un soldato, a tutta prova di pietà devota, con la sua veste volle fermare il sangue che sgorgava dalla gola trafitta. Il romano morente lo respinse e, con un resto d’impero negli occhi, disse: «Troppo tardi; è questa fedeltà?» Col romano rispondo: «Troppo tardi!».

 

Abate

 

Nemmeno una speranza? È proprio strano.
Perché non vuoi tu vivere
e operare con gli altri uomini?

 

Manfred

 

La mia natura è avversa a questa vita …

 

Abate

 

Ahi!, comincio a temere che tu sia
al di là d’ogni aiuto … Così giovane!

 

Manfred

 

Guardami! C’è una classe di mortali
sulla terra, che invecchiano da giovani
e prima della loro età di mezzo
muoiono, e non di morte violenta,
com’è dato ai guerrieri, … Non stupirti
se sono quel che sono, ma che io sia
nato, e che essendo io esistito, io viva!

 

Servo

 

Signore, mi ordinaste di avvisarvi
al tramonto del sole

 

Manfred

 

Glorioso astro, tu sorgi e risplendi
e tramonti nella tua goria. Addio!
Non ti vedrò mai più. Come il mio primo
sguardo d’amore, prima meraviglia,
fu per te, prendi questo mio ultimo.
Non splenderai mai più sopra un vivente
a cui la vita sia stata più fatale.
Svanì … lo seguo …

 

(L’abate e i servi del conte Manfredi … voci concitate …)

 

Abate

 

Dov’è il vostro padrone?

 

Un servo

 

Nella torre.

 

Abate

 

Devo parlargli!

 

Altro servo

 

È impossibile!

 

Abate

 

Ne rispondo, ma devo vederlo! …

 

Un servo

 

Lo hai già visto una volta stasera …

 

Abate

 

Ve l’ordino!

 

(L’abate e Manfredi)

 

Abate

 

Mio signore di nuovo perdono.
Mi fosse concesso
richiamare una nobile anima
non del tutto perduta …

 

Manfred

 

Non mi conosci, sono numerati
i miei giorni; gli atti miei registrati.
Allontanati! Via! Qui sei in pericolo!

 

Abate

 

Intendi minacciarmi?

 

Manfred

 

Ti ripeto:
s’approssima un pericolo e vorrei
salvarti …

 

Abate

 

Ma che vuoi dire?

 

Manfred

 

Guarda … Là!
Che vedi?

 

Abate

 

Niente

 

Manfred

 

Guarda, ti dico!
senza tremare e dimmi: cosa vedi?! …

 

Abate

 

Vedo … una … forma … tetra … orribile …
che sorge dalla … terra … infernale …
la sua faccia è ammantata … la figura …
involta in foschi nembi … s’interpone …
tra me e te, ma non la temo …

 

Manfred

 

… infatti
non ti farà alcun male, ma il suo aspetto
ti potrebbe impietrare, tu sei vecchio
Allontanati!

 

Abate

 

Mai! Finch’io non abbia
disperso questo demone! … Che vuole?

 

Manfred

 

Che mai vuole?! Non l’ho invitato io;
l’hai visto: è apparso senza il mio permesso!

 

Abate

 

Ahi!, perduto mortale, che hai da fare
con ospiti siffatti. Per te tremo!
Dimmi perché ti fissa e tu lo fissi?
Si scopre il volto: ha sulla fronte incise
cicatrici di fulmine, lampeggia
nel suo occhio l’inferno! Indietro! Indietro!

 

Manfred

 

Parla: qual’è la tua missione?

 

Spirito

 

Vieni!

 

Abate

 

Chi sei tu, ignoto essere? Rispondi!

 

Spirito

 

Il genio di costui. (accordo musicale)
Seguimi. È l’ora!

 

Manfred

 

Nego questo potere che mi convoca
anche se pronto a tutto. Chi ti manda?

 

Spirito

 

Tra breve lo saprai. Seguimi. Vieni.

 

Manfred

 

Ho comandato a essenze superiori
alla tua. Ho combattuto i tuoi padroni.
Vattene!

 

Spirito

 

La tua ora è giunta. Vieni!

 

Manfred

 

Sapevo e so che la mia ora è giunta
ma non certo a dar l’anima a un tuo pari!
Vattene! Morirò come ho vissuto:
solo.

 

Spirito

 

Vengano dunque i miei fratelli!
Ehi, voi, sorgete!

 

Abate

 

Indietro, maledetti!
Nulla potete contro la pietà!

 

Spirito

 

Vecchio, costui è perduto! Vieni! Vieni!

 

Manfred

 

Io vi sfido! Anche se l’anima mi sfugge,
né muoverò di qui finché mi resta
fiato a esalarvi tutto il mio disprezzo,
forza terrestre a battermi con voi,
anche spiriti, quel che prenderete
lo dovrete strappare brano a brano!

 

Spirito

 

Ostinato mortale! È questo il mago
che volle praticare l’invisibile
e farsi nostro uguale? Fino a tanto
innamorato della vita, quella
stessa vita che t’ha reso infelice?

 

Manfred

 

Falso demone, menti. La mia vita
è alla fine, e non voglio riscattare
un sol momento di quest’ora. Contro
la morte io non combatto; ma soltanto
contro te, contro gli angeli a te intorno.
Tu non mi hai mai tentato. Non potevi;
io non sono mai stato il tuo trastullo
e non sarò tua preda. Io sono stato
da me, il mio distruttore. Indietro, demoni,
indietro, ritornate al vostro inferno.
La mano della morte, non la vostra
è su me

 

(I demoni scompaiono)

 

Abate

 

… Come sei pallido: le tue …
labbra … smorte …
il tuo petto … ansima. Volgi una preghiera
al cielo … anche … con il solo pensiero …
prega … non morire così …

 

Manfred

 

Addio … dammi la mano …

 

Abate

 

Fredda … Freddo … anche il cuore
Ahimé, che senti?

 

Manfred

 

Vecchio,
non è così difficile morire!

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